AI, tutto ancora in fase sperimentale
Crescono gli investimenti, ma solo un terzo delle compagnie in Italia ha avviato test di soluzioni basate sulla tecnologia

Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale nel settore assicurativo in Italia resta fermo alla fase di sperimentazione. Secondo una recente ricerca realizzata dall’Italian Insurtech Association in collaborazione con l’osservatorio del Politecnico di Milano, soltanto il 34% delle compagnie italiane sta testando soluzioni basate sull’intelligenza artificiale.
I case study concreti restano poi ancora limitati. A pesare sul ritardo, secondo le conclusioni della ricerca, soprattutto tre fattori: una governance ancora arretrata, con strutture decisionali non pienamente pronte a supportare un’adozione diffusa; una carenza di competenze, che vede il 76% degli operatori dichiararsi poco preparato sul tema; una scarsa integrazione dell’AI nei processi distributivi, con un utilizzo che, sebbene in crescita, resta ancora marginale.
Intanto crescono però gli investimenti in innovazione rilevati dall’Insurtech Index. Il numero dei progetti interni nel 2024 ha registrato una crescita del 34% su base annua, passando dai precedenti 108 agli attuali 145, per un controvalore complessivo di 375 milioni di euro. In rialzo anche gli investimenti in intelligenza artificiale, arrivati a 50 milioni di euro e destinati a raggiungere la soglia dei 90 milioni di euro nel 2025.
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